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Durante il nostro viaggio in Korea del sud abbiamo vissuto un esperienza molto suggestiva e per certi aspetti drammatica

Partendo da Seul siamo andati al DMZ il confine demilitarizzato tra la Korea del Sud e quella del Nord, il confine più controllato e pericoloso del mondo.

Questo cuscinetto di 4Km è neutrale e durante gli anni, si è trasformato in un oasi naturale ricca di flora e fauna

Per visitare questi luoghi è necessario prenotare un tour privato, non è possibile farlo autonomamente

Buona lettura

DOCUMENTI

E’ necessario avere con sè un passaporto con validità di almeno 3 mesi

COME ARRIVARE

Dalla città di Seul, tramite pullman, ci vuole circa 1h di viaggio

DURATA DEL TOUR

Il Tour ha una durata di circa 8h ed ha un costo cadauno di 50€

Si parte alle 9 e si rientra nel centro di Seul alle 17 circa.

N.B. Il Tour può essere cancellato anche poche ore prima a causa delle tensioni tra i 2 stati

COSA VEDERE

1° TAPPA – Parco Imjingak

Ed eccoci arrivati alla prima tappa: Il parco di Imjingak.

Il parco è dedicato ai 10 milioni di sudcoreani che furono separati dalle loro famiglie quando la penisola fu divisa.

Ci sono vari monumenti, bandiere e cartelli descrittivi, dove sono indicate le vicende di questa cruda guerra

E’ presente anche un parco divertimenti stile Gardaland (non c’è nessuno) e un particolare negozietto dove è possibile acquistare le banconote della Korea del Nord.

Il parco di Imjingak si trova sulle rive del fiume Imjin ed è il punto più a nord dove i sudcoreani e i turisti, possono viaggiare liberamente.

E’ possibile acquistare il biglietto per una funivia che entra nella DMZ, per vedere il panorama dall’alto.

2° TAPPA – Ponte della Libertà

Il Freedom Bridge, che collega nord e sud, è stato il luogo in cui sono stati scambiati 13.000 prigionieri di guerra negli anni ’50 e si trova dove un tempo sorgeva l’ex ponte ferroviario.

Mangbaedan Alter è il luogo in cui i coreani separati dalle loro famiglie nel nord si recano in visita per eseguire riti ancestrali chinando il capo verso le loro città natale in determinati giorni dell’anno.

La cosa che ci ha colpito di più è stato un muro di nastri commemorativi sormontato da filo spinato.

3° TAPPA – Check Point DMZ

Ora si risale sul pullman per entrare nella DMZ: La guida (parla bene in inglese) ci fa compilare un modulo dove scrivere nome, cognome, anno di nascita, nazionalità e numero di cellulare.

Arriviamo ad un Chek point dove ci sono molti militari: un giovane soldato del Sud sale a bordo e passeggero per passeggero controlla il passaporto in modo dettagliato, avvalendosi anche del foglio appena compilato dai passeggeri

Controllo tutto ok, si può proseguire.

 

4° TAPPA – Terzo Tunnel d’infiltrazione

Arriviamo al luogo più suggestivo

Si va a visitare il 3° tunnel d’infiltrazione.

Durante la guerra i nordcoreani scavarono 4 tunnel per infiltrarsi nel sud e sorprendere i nemici, tutti scoperti ed abbattuti dai Koreani del Sud.

Il 3° Tunnel, è stato messo in sicurezza per permettere ai turisti di visitarlo.

All’entrata ci fanno vedere un video (in inglese) dove vengono narrate le vicende dei tunnel e della guerra.

Poi ci consegnano un elmetto di plastica e percorriamo un lungo corridoio in discesa per circa 300m.

C’è molta umidità e dal caldo passiamo al freddo in poco tempo, siamo nel cuore del sottosuolo.

Percorriamo un corridoio in pianura di circa 300m con delle torce elettriche ai lati e assi di legno per terra, il caschetto è utilissimo perchè le rocce al soffitto sono molto sporgenti.

In fondo al tunnel c’è una finestrella da cui si vede della vegetazione nella Korea del Nord: c’è da dire che ci sono ancora 3 muri di cemento armato che separano le due Coree.

Impressionante come i Koreani del Nord, siano riusciti a scavare nella roccia un tunnel con piccone e pala, un lavoro devastante!

Un confine di tristezza

Silenzio e commemorazione

Si avverte la tensione

E la pace è molto lontana!

5° TAPPA – Teatro DMZ / Sala espositiva

Si riparte con il pullman per andare al Teatro DMZ: appena scesi percorriamo una strada in salita costeggiata da rete con filo spinato e telecamere ovunque.

Ci sono molti cartelli che indicano le altissime multe + periodo di detenzione per chi fa foto!

Si entra un un ampio e moderno anfiteatro, dove è presente un’ enorme vetrata rivolta verso la Korea del Nord.

Per spiegare meglio la situazione, c’è un plastico dove vengono indicati i luoghi più importanti del confine Coreano.

6° TAPPA – Osservatorio Dora

Successivamente si percorrono delle scale ed arriviamo all’Osservatorio Dora, posizionato sul “tetto” dell’edificio.

Qui si trovano dei grandi binocoli posizionati verso la Korea del Nord.

C’è un pò di foschia ma sono ben visibili le bandiere al confine e un villaggio di propaganda (disabitato) del Nord.

7° TAPPA – Villaggio dell’Unificazione

Come ultima tappa, ci portano in un villaggio, chiamato dell’Unificazione.

Nel villaggio di Daeseong-dong, ci sono campi di riso, piccoli orti biodinamici, culture sperimentali curate pazientemente da circa 250 contadini.

Per il loro lavoro, percepiscono 82mila dollari all’anno (tax free), ma hanno anche diritto a facilitazioni pubbliche per l’educazione dei figli. 

Qui sono riusciti a trovare rifugio le persone scappate dal Nord, infatti è la prima zona neutra!

Concludiamo la giornata con una visita al supermercato locale e ristorante tradizionale Coreano.

CONCLUSIONI

Si rientra verso Seul, un militare al check point risale sul pullman per vedere se ci sono tutte le persone che poco prima sono entrate nella DMZ.

Controllo del passaporto da parte di un militare del Sud (sembra un ragazzino) e poi si torna nella zona libera.

Vedere con i propri occhi queste zone così pericolose e controllate, è stata un’esperienza molto toccante

Quanti morti ha prodotto questo sanguinoso conflitto, quante famiglie ha diviso e sta dividendo tutt’oggi!

Speriamo che la pace torni al più presto tra questi popoli e le famiglie possano tornare a vivere insieme!

 

 

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